UNA NUOVA LEGGE SALVA-PUGILI


La mamma di Paolo Vidoz, bronzo olimpico nella boxe, potrà forse dormire sonni più tranquilli. Il Senato, infatti, potrebbe presto raccogliere le sue preoccupazioni (ha invitato il figlio a farla finita con il pugilato, nonostante il successo di Sydney, perchè troppo pericoloso) e approvare un disegno di legge che limiti al massimo i pericoli di un incontro di boxe.

Il disegno di legge ("nuove norme per la salvaguardiadell'integrità psico-fisica dei pugili") è stato presentato quattro anni fa, nel 1996, dal senatore del Ppi Severino Lavagnini, sull' onda dell'emozione suscitata dalla morte del pugile Fabrizio De Chiara, deceduto a seguito dei colpi ricevuti sul ring. Ora è stato ammesso all'ordine del giorno dei lavori della commissione Istruzione e Sport di Palazzo Madama. Di fatto è al via, dal punto di vista parlamentare.

La proposta di Lavagnini rende obbligatorio ciò che molti specialisti del settore pugilistico chiedono da tempo: il controllo post-gara anche attraverso la risonanza magnetica per scoprire eventuali microtraumi cerebrali. Ma il disegno di legge prevede anche controlli preventivi:dieci giorni prima della gara i pugili devono essere sottoposti obbligatoriamente ad un controllo di una commissione medica del ministero della Sanità. La commissione, composta da esperti di malattie cardiovascolari e respiratorie, nonchè di clinica medica, neurotraumatologia, ortopedia e traumatologia dello sport, è chiamata a rilasciare un nullaosta senza il quale non potrà aver luogo l'incontro di boxe. Pene severe sono previste per gli organizzatori che faranno salire sul ring i pugili che non avranno passato l'esame della ammissione medica: l'arresto da sei mesi ad un anno e l'ammenda da 20 a 50 milioni. I pugili ai quali saranno state riscontrate gravi malattie, problemi dell'apparato circolatorio o traumi cerebrali anche lievi dovranno essere cancellati dalla federazione. Il disegno di legge di Lavagnini cerca anche di mettere un freno alla pubblicità televisiva che inonda le trasmissioni degli incontri di pugilato. La misura proposta prevede il divieto totale di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, nonchè delle sponsorizzazioni. In caso di violazione i responsabili pagheranno con multe da 10 a 50 milioni. ´Gli incontri - sostiene Lavagnini nella relazione che accompagna il disegno di legge - vanno il più possibile ricondotti alla loro essenza sportivaª.

Definito la "noble art", il pugilato nasconde rischi per la salute fisica di chi la pratica. Il numero delle vittime del ring è infatti elevato: intorno a 500 morti in 108 anni di box, senza contare il numero di pugili che hanno riportato danni cerebrali permanenti. Non per niente George Foreman, ancora sul ring a 48 anni nel '97, è solito dire <Chiunque salga sul ring ha già seri danni al cervello>. Un nome spicca tra coloro che sono rimasti segnati da questo sport: Cassius Clay, al secolo Muhammad Alì, colpito dal morbo di Parkinson. Il suo ex medico Ferdie Pacheco, in un'occasione,ebbe a dire: <Chiunque osservi Muhammed Alì è immediatamente portato a pensare che il "Più Grande" stia pagando un conto troppo elevato>. In Italia, l'ultimo pugile a riportare serie conseguenze è stato Luca Plos, un dilettante dei superwelter. Un incontro a marzo gli ha provocato una emorragia cerebrale ed un ematoma per cui è stato operato. Fabrizio De Chiara, morto nel 1996, è invece l'ultima vittima italiana. A determinare il dramma per gli esperti come l'ex medico di bordo ring Lamberto Boranga, è un insieme di colpi e non quello del ko. Era necessario, dunque, che prima o poi la box, nata nel 1892 con il mondiale Sullivan-Corbett, secondo le norme del marchese di Queensberry,  diventasse oggetto di una proposta di legge che ne modificasse le regole.






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