"La dieta del calciatore"


Sport e salute, un binomio, che a parte qualche caso più di cronaca che di sport (Maradona docet), sembra davvero inseparabile. L'assunto fondamentale è che solo un organismo perfettamente funzionante può sopportare gli sforzi e i sacrifici che l'attività sportiva richiede.

Nella costruzione di un atleta sono tre gli elementi fondamentali: la predisposizione genetica, la preparazione fisica e l'alimentazione. Il primo non dipende da nessuna umana condotta, o si ha o non si ha, per il secondo ci sono figure professionali ad hoc che se ne occupano a tempo pieno, sul terzo, che in qualche modo dipende maggiormente da noi, abbiamo sentito l'opinione e i consigli di Massimo Branca, medico sportivo del Legnano Calcio, squadra che milita in C2, e del Giro d'Italia.


Dottor Branca, quanto conta la dieta nella preparazione di un atleta?

Dipende dagli sport. Negli sport di resistenza come il ciclismo, la maratona o lo sci di fondo per esempio, è fondamentale. In altri dove prevale l'aspetto tecnico come il calcio ha un'importanza minore.

Anche il calcio però, con la fase di preparazione fisica che sottopone gli atleti a grossi carichi di lavoro, e la stagione che inizia prestissimo, sta diventano in fondo uno sport di resistenza?

Infatti anche per i calciatori esiste un preciso programma alimentare

La dieta dei calciatori, e quella degli atleti in genere, varia in funzione del tipo d'impegno che devono affrontare?

Sì. Prendiamo i calciatori, per esempio. Esiste una dieta per i ritiri, una per gli allenamenti, una per il pre e una per il post partita.

Iniziamo dal ritiro, si sentono tante di quelle voci sui ritiri, innanzitutto, è vero che l'astinenza sessuale fa bene agli atleti?

No, assolutamente. Certo, se uno esagera magari poi durante gli allenamenti è stanco, ma il sesso in generale non fa assolutamente male. Questa, come tante altre, fanno parte di quelle credenze antiche che la medicina ha poi smentito. Quando giocavo a calcio da giovane, un mio allenatore, per esempio, ci impediva di bere, sosteneva che bere durante l'allenamento faceva male. Cose del genere adesso non potrebbero mai succedere.

Passiamo alla dieta.

La fase di preparazione in ritiro prevede una colazione molto abbondante e ricca di carboidrati, per questo abbondano sulla tavola fette biscottate, miele, marmellata e frutta. Poi durante l'allenamento è necessaria una fase di reintegro dei liquidi con acqua o integratori di sali minerali


La fermo un attimo dottore. Esiste una specie di leggenda metropolitana secondo la quale bere gli integratori senza essere sottoposti a sforzo fisico faccia male, c'è del vero?
No, assolutamente. Gli integratori non possono fare male. Certo se si esagera, qualche problema possono anche causarlo

Ok, eravamo rimasti al reintegro...

A mezzogiorno poi servono, oltre ai carboidrati, anche le proteine, così gli atleti mangiano verdure crude, pasta o riso e carni bianche o del prosciutto. Alla sera poi una cena normale.

Oltre al cibo, durante la fase di preparazione, una parte molto importante l'hanno gli aminoacidi ramificati. Lo scopo della preparazione è il potenziamento muscolare, gli aminoacidi servono appunto come mattoni proteici dei muscoli.


Tutto regolare naturalmente, non è che siamo già al confine con il doping?

No, No. Gli aminoacidi ramificati sono una sostanza naturale, che si trova in tutte le farmacie, non sono di certo da considerarsi doping.

Bene, abbiamo visto il ritiro, durante la stagione invece, come funziona?

Per il campionato, la cosa importante è arrivare alla partita cercando di aver eliminato le proteine, così il sabato si cena a base di carboidrati, sempre con pasta o riso. Una buona colazione alla domenica e, tre ore e mezza prima della partita il pranzo prevede sempre un piatto abbondante di pasta, poi magari un po' di grana, un po' di prosciutto, anche una fetta di torta per i più golosi...


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