Politici vs Sportivi: non c'è partita.

Tempi duri per i politici. Non è (purtroppo) il minaccioso commento di qualche magistrato "nostalgico", ma semplicemente il risultato di un'indagine di Datamedia.

foto tratta dal sito Repubblica.itBen 210 italiani sui mille interrogati dall'istituto demoscopico hanno infatti ammesso di "provare rispetto" per uno sportivo: una cifra che doppia nettamente sia il misero 9,8% raccolto dal primo dei politici, niente meno che il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che il 10,6% raccolto dal primo dei non politici, addirittura il papa.

Quello di Datamedia, come qualcuno avrà intuito, non è la solita indagine tra un manipolo di casalinghe assatanate per capire chi ha più appeal (sessuale o televisivo), ma un sondaggio tra mille individui "rappresentativi" della popolazione maschile maggiorenne, che hanno risposto alla domanda: "Per chi provate rispetto". E i nomi saltati fuori più spesso sono quelli degli sportivi. Un risultato in qualche modo sbalorditivo. Già, perché per gli uomini di sport si può parlare di una vera e propria invasione di campo. Sarebbe un po' come scoprire il nome di qualche ministro nelle risposte alla domanda: "chi vorrebbe vedere come centravanti nella nazionale di calcio?".

foto Roma CalcioAi politici invece rimangono giusto le briciole. E non stupisce più di tanto che Francesco Totti si lasci tranquillamente alle spalle sia il super-affisso Silvio Berlusconi (a cui decisamente non basta la "forza di un sogno") che l'impettito D'Alema. E' evidente che nel cuore degli italiani fa più colpo il fantasioso euro-pragmatismo di "mo' je faccio er cucchiaio" (calci di rigore contro l'Olanda) piuttosto che lo stantio "Paese normale" o il roboante "milione di posti di lavoro". E i politici rincorrono. Arrancano. Si arrendono.

I dati emersi dall'indagine non lasciano spazio a nessun dubbio. La molla che spinge ogni elettore a barrare il nome di un uomo preferendolo a quello di un altro è la fiducia. Centinaia di sedute dal consulente per l'immagine, manuali, esercizi davanti allo specchio, tutto per ispirare fiducia. Tutta fatica sprecata. Se è vero infatti che la fiducia nasce solo dal rispetto, per la nostra classe politica è senza dubbio arrivato il momento di darsi all'ippica. O a qualsiasi altro sport.

In fondo non è così difficile capire perché un personaggio sportivo sia più rispettato di un politico. Il primo è una persona che dedica buona parte della sua vita a migliorarsi, un po' per appagarsi personalmente, un po' per rendere felici gli altri; il secondo è un uomo che passa una piccola parte della sua giornata a far credere di occuparsi della collettività. Di solito con scarsi risultati.

Un'altra spiegazione ce la può dare il sondaggio stesso. L'80,6% degli intervistati dice la qualità che rispetta maggiormente in un uomo è l'onestà, il 60,4% la lealtà e il 56,6% l'intelligenza. L'onestà quindi.

E forse è proprio nella purezza estrema del gesto atletico, un gesto di libertà incontaminata, senza nessun fine se non quello di essere perfetto, che va ricercato il motivo di tanta stima verso gli sportivi. Loro sì che in campo, in pista o nella vasca di una piscina sono davvero quello che fin da bambini abbiamo sempre voluto essere. Liberi.

Anche se poi sfido chiunque a comprare una macchina usata da Diego Armando Maradona forse il più grande calciatore di sempre. Ma questa è un'altra storia.

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