Da Michael Schumacher al principe Harry passando per il premio Oscar Kevin Spacey e la pop star Robbie Williams. Da antico residuato lasciato arrugginire in solaio a moderno rimedio per il traffico cittadino, fino a diventare moda, addirittura "mania", rigorosamente Hi-tech.
Il monopattino sembra destinato a prendere il posto dei Roller Blade, ad insidiare da vicino lo skate board, i più ottimistici lo vedono addirittura come prossimo credibile antagonista della bicicletta.
A Milano iniziano a spuntare come funghi i monopattinatori, ancora un po' goffi e impacciati, ancora un po' marziani davanti alle facce divertite dei passanti, ma pur sempre agili e veloci sia nell'abituale groviglio di macchine, che tra la folla dei pedoni in centro.
La moda, come d'obbligo, è scoppiata negli Stati Uniti, dove a dir la verità ha già creato più di un allarme (le cifre dicono 4000 incidenti l'anno), è stata importata in Europa attraverso la capitale delle tendenze, Londra, ed è arrivata infine in Italia. E sembra davvero prendere piede se anche Trussardi si è messo a produrli (solo su ordinazione) con tanto di sacca in pelle griffata e se le case sportive ci si stanno buttando con non trascurabile impegno
(http://www.junior.it/materiale/materialemicroskate/microskate.htm).
Il monopattino è nato inizialmente come oggetto di design (bello ma inutile) scaturito dalla matita di qualche "fondamentalista del revival" che ha pensato bene di trasformare quel ridicolo skate-board antidiluviano in legno e ferro dotato di manubrio, appartenuto a qualche avo e ripescato in un angolo buio della cantina durante il trasloco, in un piccolo, scattante, futuristico mezzo cittadino. Così al legno ha fatto posto l'allumino o addirittura il carbonio, le antiche ruote, simili a quelle dei carrelli per la spesa, sono state sostituite dalle moderne "skate wheels" con super-aderenza, trasparenti e disponibili in diverse mescole. E da semplice trastullo estetico il monopattino è diventato una vera arma per la mobilità urbana, leggero, maneggevole, e ripiegabile fino ad entrare nello zaino. E qualcuno già si aspetta un'invasione. Qualcun altro, la teme. I Vigili di Reggio Emilia per esempio, che, prendendo alla lettera una norma del nuovo codice della strada hanno già appioppato qualche multa (39.000 lire) agli ignari schettinatori, colpevoli a loro dire di scorrazzare per le vie del centro e non negli appositi circuiti (dove mai li hanno visti?) come dispone la legge. Ma, come si dice, la rivoluzione non si ferma. Così capita già di vedere qualche imbonitore televisivo, ma anche di strada (Milano, via Dante), gridare ai quattro venti le incredibili doti antistress del monopattino, oppure qualche studente del Politecnico esercitarsi in una sua improbabile, sgangherata versione "over-craft" (http://soddu4.dst.polimi.it/LAB98/182349/scenen2.htm).
E ci sono anche quelli a qui la velocità non basta mai e hanno aggiunto un motore al piccolo due ruote
(http://www.happymotor.com/main.htm),
qualcuno pensa addirittura ad un modello da corsa (http://users.rivarolo.alpcom.it/chpm/reparto_corse/monopattino.html). Anche i tedeschi hanno fiutato l'affare e ne vendono uno che, nonostante il nome (http://www.ciro.de), promette, si fa per dire naturalmente, scintille.
Insomma, in città qualcosa muove, e benché sia ancora lontano il giorno in cui vedremo sorridenti casalinghe o seriosi impiegati di banca impegnati nel cercare la spinta migliore in equilibrio su questi surf con manubrio, ci si può solo augurare che il monopattino faccia al più presto breccia nell'insano e patologico rapporto tra gli italiani e la loro automobile. Pavé permettendo naturalmente...
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